Giraudo, Bettega e Moggi puliti e liberi.
Domani: Festa nazionale!
saluts!
Un "grande Fratello" famigliare in casa Berlusconi? Dai giornali parrebbe di sì e mi pare che la portata della decisione della sig.ra Lario sia molto sottovalutata.
Se la madame persiste vedremo presto all'opera i vari Delll'Utri, Previti, Confalonieri perchè nel l'impero Berlusconiano è facile prevedere contraccolpi tremendi.
Pur non apprezzando la faccia tosta di un guitto come Berlusconi debbo anche rimarcare come nelle grandi famiglie le "corna" non hanno mai avuto molta importanza. E' da stupidotti rompere assetti aziendali per questo tipo di ornamento che i miliardi riescono sempre a rendere "leggere". E' da stupidotti ma anche da attricetta come la Lario è rimasta da quando si chiamava Miriam Bartolini ed anche lei faceva parte di quel "ciarpame senza pudore" che il marito avrebbe voluto candidare alle Europee.
Mah..
Saluts!
La Stampa di oggi pubblica una deliziosa riflessione di Bruno Gambarotta sul nuovo eroe dell'UDC: ne stalcio un pezzetto:
"principe, l'attende un compito gravoso: la battaglia per difendere i suoi amati sottaceti dalla concorrenza sleale di quelli dell'Est. Gli Spagnoli diedero al suo antenato (E. Filiberto) il soprannome di "testa di ferro", lei, se vincerà la sua battaglia sarà "testa di cetriolo" o "re cipollino", a scelta. Dopo il conte Verde ed il conte Rosso, suoi antenati, avremo il conte Fucsia.
P.S. Durante la sua campagna raccomandi al suo illustre genitore di non usare il telefono. Non si sa mai, qualcuno potrebbe essere in ascolto."
Pannella come collettore di voti, aveva usato Cicciolina ma questo, non ha rivali sopratutto come collettore di... ..(vi risparmio il termine).
Buona Domenica a tutti!.
Leggo che cotanto personaggio viene candidato da qualcuno per le Europee. Probabilmente per i grandi meriti acquisiti dal suo Casato nell'inventare i Campi di sterminio.
VERGOGNA!!!!!!
per lui e per quegli ignoranti che lo candidano.
Cosa c'entra un Savoia con l'Italia??? Qualcuno critica le veline: ma acc.. non è ancora chiaro a tutti quello che questi pecorai hanno combinato? Nessuno si prende la briga di leggere la storia? Nessuno si chiede quello che Fenestrelle (To) rappresenta. Nessuno sa chi è stato Cialdini? Razza di ignoranti, falsificatori della storia !!!
Saluts!
Allora riepilogando: una settimana di dibattiti e oggi ci spiegano che l'ultima influenza non deriva dai suini messicani ma, forse, da non meglio precisati maiali. Meno male per i suini: sarebbero stati abbattuti a milioni, con buona pace dei maiali...(mucca pazza docet).
E' facile immaginare che alcune multinazionali del farmaco saranno aiutate da miliardi di €uro o $ollari a svuotare i magazzini pieni di vaccini antiinfluenzali contra/ febbri/suine.
Per la febbre che sempre di più aumenta alla vista di milioni di maialoni liberi di grufolare nel mondo non esiste vaccino.
Maah.
Saluts!
Sento le dichiarazioni di Berlusconi e dissento quando parla di "Festa della libertà". Ripeterò a vita che il 25 Aprile non lo si può considerare una "festa".
E' stata la fine di un incubo sofferto da tutti gli italiani e da tutte le italiane.
Cercando di dare un contributo alla pacificazione nazionale che auspico da quando ho avuto l'età della ragione e la conoscenza storica dei fatti reali (e non c'eranonel 1962 nè Napolitano e nè Berlusconi), posto alla vostra attenzione uno stralcio ripreso da "La casa in collina" di Cesare Pavese:
"Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuoi dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono piú faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso, Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce — si tocca con gli occhi — che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.
Ci sono giorni in questa nuda campagna che camminando ho un soprassalto: un tronco secco, un nodo d'erba, una schiena di roccia, mi paiono corpi distesi. Può sempre succedere. Rimpiango che Belbo sia rimasto a Torino. Parte del giorno la passo in cucina, nell'enorme cucina dal battuto di terra, dove mia madre, mia sorella, le donne di casa, preparano conserve. Mio padre va e viene in cantina, col passo del vecchio Gregorio. A volte penso se una rappresaglia, un capriccio, un destino folgorasse la casa e ne facesse quattro muri diroccati e anneriti. A molta gente è già toccato. Che farebbe mio padre, che cosa direbbero le donne? Il loro tono è “La smettessero un po'”, e per loro la guerriglia, tutta quanta questa guerra, sono risse di ragazzi, di quelle che seguivano un tempo alle feste del santo patrono. Se i partigiani requisiscono farina o bestiame, mio padre dice: — Non è giusto. Non hanno il diritto. La chiedano piuttosto in regalo. — Chi ha il diritto? — gli faccio. — Lascia che tutto sia finito e si vedrà, — dice lui.
Io non credo che possa finire. Ora che ho visto cos'è guerra, cos'è guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: — E dei caduti che facciamo? perché sono morti? — Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.
Fa riflettere molto.
Saluts!
Ogni anno, in questa ricorrenza, dato che ancora in troppi si scatenano a tirare la coperta dalla loro parte cercando di sfruttare la "Resistenza", propongo una riflessione ripresa da qualcuno che ha vissuto quegli anni terribili. Da "Un esercito di straccioni" di Giovanni Rocca (Primo) Comandante di una Brigata Garibaldina estrapolo:
" Le Brigate Garibaldi non sono formazioni di partito, ma del popolo italiano. Esse hanno un carattere unitario nel senso che in essere vi partecipano uomini di tutte le tendenze politiche, che hanno come scopo di liberare l'Italia dall'invasore tedesco e dai traditori fascisti e ridare al nostro popolo la libertà. Deve quindi essere chiaro per tutti che la guerra che noi facciamo non allo scopo di imporre trasformazioni sociali e politiche in senso socialista comunista, ma soltanto come scopo la liberazione nazionale e la distruzione del fascismo. Tutti bianchi problemi verranno risolti dal nostro popolo, domani attraverso una libera consultazione popolare e l'elezione di un'assemblea costituente..."
Non credo ci sia nulla da festeggiare il 25 fino a che non riusciremo a riempire quel solco che, per convenienza politica, in molti hanno contribuito a scavare.
Saluts!
Le grandi invenzioni del gruppo Santoro, Vauro, Travaglio e C. non bisognerebbe mai sottolinearle. Oggi, purtroppo, sono d'obbligo perchè nell'ultima puntata di "anno zero" hanno dato il meglio.
Lasciamo perdere le puntate precedenti che dovremmo denominare "satira" . Le conosciamo tutti.
Nel teatrino penoso di ieri questi guitti indecenti sono riusciti a proporre come "satira" ai telespettatori italiani una "Vauro-Via Crucis" che basta da sola a delinearne bene, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la loro sensibilità e la loro intelligenza.
Senesi, tu sei un indecente bestemmiatore. Al di là delle puerili furbate del tuo mentore tu sei adatto alle sagre che anche in Garfagnana sono ormai rare. Potrai parteciparvi con Ceccherini e coi San Culamo e rischierai poco (la bestemmia costa soltanto da 51 a 309 € ma delinea ancora, per fortuna, le capacità intellettive di una persona).
Al gruppo di intelligentoni ricordiamo che, come ha sottolineato Vincino, anche loro sono candidati al Nobel in una materia che risparmio a tutti.
Rimarco soltanto di fare parte di quella maggioranza di italiani che considerano ancora VOMITEVOLE la blasfemia. E ne sono orgoglioso!
Saluts.